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I film candidati ad almeno 10 Premi Oscar e che sono tornati a casa a mani vuote

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Il countdown finale per la notte dei Premi Oscar è ormai iniziato: mancano davvero pochi giorni al 26 febbraio e all’edizione numero ottantanove di quello che, andando a spulciare sui libri di storia del cinema, risulta essere la kermesse più antica nella quale si premiano i film che maggiormente hanno colpito la critica.

Forse non tutti sanno che gli Oscar, la cui denominazione ufficiale è Academy Awards, sono nati nel 1929 e sono di tre anni più risalenti rispetto alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel corso della loro ormai quasi centenaria storia sono state tante le sorprese che hanno regalato agli amanti della settima arte.

Basti pensare alle vittorie che hanno destato scalpore e che hanno contribuito a rendere la notte dei Premi Oscar come un momento in cui fare pronostici potrebbe davvero risultare azzardato. Ma vi è anche l’altra faccia della medaglia, ovvero pellicole che partite con i favori del pronostico, dopo aver fatto incetta di nomination si sono ritrovate senza nemmeno una statuetta all’attivo. Di seguito ecco i sei film che non hanno visto concretizzarsi in almeno un Oscar le tante nomination ricevute.

Spielberg primo in questa particolare classifica

Steven Spielberg è spesso stato protagonista della notte dei Premi Oscar: vi è stata però un’edizione in cui il regista americano ha dovuto fare i conti con una grandissima delusione.

Correva il 1986 e il suo Il colore viola, storia con al centro la segregazione razziale negli Stati Uniti dei primi anni ’50 del secolo scorso, fu un grande successo di pubblico ed ottenne 11 nomination agli Oscar, tutte nelle categorie più importanti. I giurati dell’Academy decisero però di non assegnare al film nemmeno un riconoscimento e ad oggi questa rimane una delle decisioni più controverse dell’Academy.

Amy Adams: la prima delusione fu con American Hustle

10 nomination e nessuna vittoria. Il film di David O. Russel arrivò alla serata degli Oscar del 2013 nel ruolo di grande favorito, avendo ottenuto diversi riconoscimenti in eventi quali i Bafta e i Golden Globe.

Alla fine però rimase a secco ed Amy Adams, candidata come Miglior Attrice Protagonista fu tra le grandi sconfitte, proprio come quest’anno, dove non ha superato nemmeno lo scoglio delle nomination.

Scorsese e il suo difficile rapporto con l’Academy

Che Martin Scorsese abbia un rapporto complicato con i giurati dell’Academy è cosa nota e se ne è avuta conferma anche quest’anno. Tra le grandi delusioni del celebre regista si può sicuramente annoverare Gangs of New York, che arrivato agli Oscar 2003 con 10 nomination, tornò a casa a mani vuote, subendo lo stesso trattamento che anni dopo avrebbe subito American Hustle.

Martin Scorsese non vinse nemmeno quell’anno la statuetta per la Miglior Regia, dovendo cedere il passo a Rob Marshall, regista di Chicago, che tolse a Gangs of New York anche il Premio Oscar per il Miglior Film. Martin Scorsese si sarebbe rifatto quattro anni dopo grazie a The Departed, ma senza dubbio risulta ancora in credito con l’Academy per le tante, troppe volte, in cui è stato snobbato.