Monte Oliveto Maggiore
A Monte Oliveto maggiore c'è un'abbazia, dove stanno i frati che son proprio di lì e si chiamano olivetani, e sarebbero come i frati di san Benedetto, solo che gli garbava chiamarsi così perché volevano seguire la regola proprio come facevano all'inizio i frati benedettini. La regola diceva in latino "ora et labora" che vorrebbe dire prega e lavora, e per pregare andavano in chiesa. Il lavoro di questi frati invece era per la maggior parte quello di scrivere a mano tutti i libri e dentro l'Abbazia c'è una biblioteca con migliaia e migliaia di libri antichi. E i monaci che ci sono ancora a Monte Oliveto accomodano i libri e anche se vivono in clausura, mi hanno detto che, se sei uno studioso, ti fanno entrare a vedere come fanno. Io che non ci posso entrare, quando ci vo, sto lì fuori in mezzo ai cipressi e mi godo il silenzio che c'è.
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S. Antimo
Il mio amico professore m'ha detto che l'abbazia di Sant'Antimo è una chiesa parecchio importante rispetto alla zona dove si trova, di certo è anche parecchio bella. E' tutta di travertino, che è una gran bella pietra. Se ne sta da sola in mezzo a un campo, davanti alle colline, di schiena e sembra che t'aspetti, ma girata, senza darlo a vedere. M'ha spiegato il mio amico che Sant'Antimo ci ha il "deambulatorio" che sarebbe lo spazio giro giro intorno all'altare, cosicché i pellegrini entravano, facevano il giro e riandavano fuori. Io credevo che invece in chiesa bisognava fermarsi a pregare, ma lui ha detto che il deambulatorio era una cosa che ci avevano solo le chiese importanti, dove andavano tanti pellegrini. Oggi ci vengono in parecchi a sentire la musica sacra e la Messa in gregoriano che cantano i frati. E quando ognuno se ne ritorna in casa sua, e la chiesa rimane vuota e silenziosa, sempre di spalle, a me mi dà l'idea che è come se un pochino gli dispiacesse, abituata com'era a tutto quel via vai.
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Montalcino
Montalcino è famosa per il suo Brunello che è uno dei vini più famosi e rinomati del mondo. Nei tempi antichi però i montalcinesi avevano altro che pensare che fare il vino. Firenze era diventata una città sempre più ricca e potente e piano piano era diventata la padrona di tutta la Toscana. Ma i senesi non ne volevano sapere e quando a metà del mille e cinquecento, alla fine dovettero arrendersi e far entrare i fiorentini a comandare in casa loro, parecchi senesi, prima di stare fermi a guardare, se ne scapparono a Montalcino. Montalcino infatti ha una bella rocca, e così lì ricominciarono a fare razza per conto loro. Resistettero per quattro anni, e non ci fu verso di farli arrendere. I fiorentini, che colla forza non ce la facevano a entrare nel paese, provarono anche a offrire dei soldi a un capitano calabrese a servizio dei senesi, ma non servì a nulla perché quello non ne volle sapere. Alla fine, comunque, ai senesi, gli toccò aprire le porte. Ma senza essere battuti, s'arresero da sé
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San Quirico d'Orcia
A San Quirico c'è la chiesa così tanto antica che il paese porta il suo nome e la chiesa invece vien chiamata solo Collegiata. Questa infatti si chiamava chiesa di San Quirico e Santa Giuditta e il vescovo di Siena e quello di Arezzo se la leticarono. C'è scritto in alcuni libri, che, negli anni 700, i vescovi fecero giurare un vecchio prete e un chierico per fargli dire di chi era la chiesa e loro due dissero che era di Arezzo. Ma i vescovi di Siena, ogni pochino provarono a pigliarla loro e rifecero questione negli anni per ben undici volte, senza ottener nulla. Poi, nel 1400, quando arrivò il papa Pio II, che era di Pienza e che non si interessava per nulla di Arezzo, la collegiata di San Quirico diventò per sempre di Siena. Sul portone ci sono due statue di leoni accucciati uno di fronte all'altro, e a me mi sembrano sempre Siena e Arezzo che alla fine hanno deciso di fare a mezzo.
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