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..ormai siamo arrivati al duemilaquattro e le cose successe quando io ero ragazzo sono roba dell'altro secolo!
Ma io ci ho tanti amici e amiche che scrivono i ricordi della loro giovinezza.
Sentite un pochino..


Questa e' la storia di Fosca, di Colle, che ora ha 93 anni, di quando da ragazzetta andava al cinema..

Il Cinematografo del Chellino

ragazziQuando la sera del sabato in via dell'Aringo, si accendevano i lampioni del cinematografo del Chellino, era come se la strada s'illuminasse tutta: il giorno della festa era veramente arrivato.
La saletta d'aspetto si empiva fino ad essere stipata da noi ragazzi, al suono assordante di urla, schiamazzi e risate, facendo andare su tutte le furie il povero Remo, che inutilmente gridava piu' di tutti.
Ad un tratto si apriva una porticina e tutti ci gettavamo in un buio stanzino, a rischio di rompersi il collo, pur di trovare
i posti migliori.
Finalmente in
sala di proiezione facevo accomodare a sedere i miei piu' piccoli fratelli e cugini, essendo io la responsabile e la maggiore della prole familiare.
Mario di Bolognino ci riforniva di
semi, noccioline, ciuccini ed ogni ben di Dio, da creare nel pavimento un tappeto poco gradevole.
Il ragazzo che, con il suo timido sguardo, aveva trasmesso in me quel primo indimenticabile sentimento, si sedeva un po' a distanza, ma sempre da dove i suoi occhi non potessero lasciarti.
Credo che la nostra generazione sia stata testimone quasi sul nascere di
questa grande arte: il cinematografo.
Il mio pensiero ritorna ancora a quelle belle storie che scorrevano davanti ai nostri occhi.
Belle, brave, indimenticabili
dive di quei tempi; prima di tutto lei.. la grande Francesca Bertini in "Sette peccati capitali", la dolce Maria Iacobini, in "Addio giovinezza", Leda Gis in "Sole", Lida Borrelli, Diana Karenne nel "L'uomo d'argilla", una giovane Emma Grammatica, e ancora tante.
E gli attori, il bel tenebroso
Amleto Novelli nel "Corsaro", Livio Pavanelli, Gustavo Serena, Oreste Bilancia; le lacrime versate sui "Figli di nessuno".
La coppia
Emilio Ghione e Kalli Sambucini, uniti nella vita e nell'arte: erano Za la vie e Za la mort, nei "Topi grigi".
"Il rosso e il nero", dal quale allora non ne avevo capito l'importanza fino a quando, molto piu' tardi, ho incontrato il genio di Stendhal!
Da un piccolo ,paese della Puglia, parti', con la grande speranza nel cuore, un ragazzo belle e ardito a cercar fortuna nell'America ricca di promesse: e fu premiato!
L'America creo' un astro:
Rodolfo Valentino!
Il mondo tutto l'ammiro' e l'amo'.
"I quattro cavalieri dell'apocalisse", "
Sangue e arena", "Il figlio dello sceicco".
Affascinante e bello, l'astro brillo' un attimo.. e si spense; come brillano e si spengono le stelle cadenti..
Al finale dei film c'erano le
"Scene comiche", Charlot, Ridolini, Fatti', Buster Keaton e tanti altri comici americani. E gli italiani? Petrolini, Polidoro, Cretinetti, Tontolini e le prime apparizioni del grande Toto', del quale allora noi non potevamo apprezzarne la grandezza.
Alle 9 di sera, ad anche di piu', un familiare, essendo buio, veniva a prelevarci; tanti, li' dentro, ci avevano portato anche la cena!
Questo era il Cinematografo del Chellino,
storie meravigliose, attori che erano i nostri idoli.
Noi, nell'alba della vita s'incominciava a sognare..

"Fosca Cambi Deri"

Questa bella lettera ci e' stata mandata da l signor Gianluca, parente di Calliope Sambucini, una delle attrici di cui racconta Fosca, sentite un pochino..

Buonasera,
ho letto con piacere la storia della signora Fosca che ha ricordato i tempi del cinematografo. Tra i suoi ricordi vi e' anche quello di una attrice del cinema muto,
Calliope Sambucini, cugina di mio nonno Candido Sambucini che dal Serrone in Ciociaria era giunto sino al Lago di Lugano (Drano, Valsolda, Como) alla fine dell'Ottocento. Il figlio di mio nonno, Giancarlo Sambucini, mio padre, oggi ottantenne (81, l'11aprile) ha seguito per caso la strada del cinema nel 1939 lavorando per Mario Soldati in Piccolo Mondo Antico. Sulle sponde del lago di Lugano, in Valsolda, il Fogazzaro aveva scritto questo romanzo, raccontando anche dei cambiamenti delle persone e non dei luoghi. Ed oggi e' ancora un po' cosi', come nell''800, come nel 1939. In quell'anno, Soldati ricordo' a mio padre di Calliope. Da allora la vita di mio padre e'stata ricca di incontri e di avventure, di momenti difficili e di soddisfazioni: la guerra, l'Africa, l'internamento in Svizzera, la Valdossola, e prima ancora le partite in collegio a pallone con Ossola del Grande Torino. La speranza dopo la guerra e poi il Cinema prima a Torino, poi a Roma dove il Cinema si e' spostato negli anni cinquanta, e che mio padre, emigrato al contrario, ha seguito. Il Cinema, il bel cinema degli entusiasmi iniziali, ancora spinto dall'entusiasmo, prima del boom economico. A questo punto potrei raccontare alcune delle sue storie che ho sentito diverse volte, ma perche' non chiederle a lui. Ora scrive molto, spesso si tratta di ricordi vivi e belli, scrive per lui, per me e per chi e'pronto ad ascoltarli.
..e presto speriamo anche noi.

Se conoscete o avete scritto anche voi qualche bel racconto di roba dell'altro secolo che usava da voi, e vi garba farlo conoscere, mandatamelo, che cosi' magari poi possiamo leggerlo tutti insieme su questa pagina.

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